piedini in bocca

Ieri ci siamo viste. Un’assistente sociale ti ha portato in una nuova stanza che non avevi mai visto, grande e luminosa, piena di libri e di giochi: dormivi, ti sei svegliata in braccio a una mamma che, tu non lo sai, è proprio la tua.

Ci hai sorriso. Hai lallato tanto, anche, sembravi volerci fare delle rimostranze. Quando ti abbiamo cambiato il pannolino ne hai approfittato per portarti subito il piedino alla bocca, così, come fanno tutti i piccoli. Non so se cinque mesi siano tanti o siano pochi, ma ricordo con precisione quando la neuropsichiatra dell’ospedale ci disse che era strano che tu non lo sapessi fare. Ora lo sai fare bene e sembra che ti piaccia, così come agganciarti ai capelli di una mamma e infilarteli in bocca o tentare di mangiare i giocattoli che ti muoviamo davanti.

Sei bellissima. Io e papà non riusciamo ancora a capacitarci di quanto tu sia bella. E buona, anche. Non piangi mai, tutt’al più frigni. Sono già due appuntamenti che ad un certo punto si vede che vuoi dormire, e fai versetti per farci capire che non sei contenta e allora ti teniamo tra le braccia e, dopo poco, rassicurata ti addormenti. Ti rimettiamo dolcemente nell’ovetto, ti mettiamo il piumotto piano piano per non svegliarti. Ti baciamo tante, tante volte. Poi, lo sappiamo, passata l’ora e mezza l’assistente sociale deve portarti via.

Papà pensa che tu ti innervosisca perché sai che verrai strappata da noi per l’ennesima volta. Forse avverti il nostro dolore, il nostro sforzo per non piangere mai di fronte a te. O forse ti manca l’altra mamma, quella nuova, quella che vedi ogni giorno e ogni notte, quella che in questo momento ti sta tenendo tra le braccia e alla quale, sicuramente, sorridi sempre.

Bimba mia, io non lo so se ci riconosci ancora. Non lo so se sai chi siamo, se ti ricordi il mio odore. Mi dispiace tantissimo che tu non sia con noi e mi dispiace soprattutto che ti stia sicuramente affezionando alla tua nuova famiglia, non so bimba mia se li potrai vedere in futuro e in che modi. Nel mondo ideale si potrebbe vedersi tutti insieme, crescerti “in comunione” per così dire, ma questo è il mondo reale e non tutto funziona come dovrebbe.

C’è una cosa che voglio che tu sappia. Tutto questo sta accadendo perché tu sia difesa e cautelata sempre, anche da un pericolo che non esiste. Voglio che tu non abbia mai motivo di odiare le persone che ti hanno sottratto a noi: spero imparerai che non l’hanno fatto per farci del male (anche se di fatto è così) ma per te, per quello che pensano sia il tuo bene.

Se puoi, piccola mia, cerca di non odiare mai: nessuno merita tanto e ciascuno ha le proprie ragioni – reali o fittizie che siano – per procedere in un certo modo. Devi imparare a capire gli altri, è importante per trovare il bello in tutto quello che ci circonda, anche nelle cose incomprensibili e che sembrano insensate.

L’odio genera altro odio ed è un investimento di energia che ti consuma anziché arricchirti. Impara ad ignorare, piuttosto. Ma tutto questo certo non ti interessa adesso – chissà se avrò mai modo di raccontarti queste cose, chissà chi ti crescerà – al momento sei interessata solo a metterti in bocca le manine e i piedini e i giocattolini e a fare gridolini e enormi sorrisi.

Ti amiamo bimba mia. Forse un giorno qualcuno ti dirà che ti abbiamo fatto del male: non è vero, tesoro. Non ti avremmo mai e poi mai fatto del male. Non ti faremo mai del male in nessun modo. Se passerai troppo tempo con la tua nuova famiglia, ti prometto che io e papà ci faremo forza e ci metteremo da parte, nell’ombra. Non voglio che tu sia staccata da persone che ti amano: ti giuro non ho mai voluto tutto questo per te.

Immaginavo tutt’altra vita per te, tutt’altra cosa. Ti ho attesa per così tanto tempo, ti ho voluta talmente tanto che mai e poi mai avrei pensato che qualcuno potesse separarci – e poi così, senza ragione, è straziante.

Non vedo l’ora di poterti di nuovo baciare i piedini, cucciola mia. Vedrai, andrà tutto bene.

Con amore, mamma

 

 

 

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