la tua prima letterina

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Bellissima nipotina mia,
ti penso con angoscia, strappata all’affetto dei tuoi cari e rinchiusa sola in un ospedale dove alcune cattive persone dicono delle cose orribili circa i tuoi genitori.

Eppure ricordo invece il giorno della tua nascita: quanta gioia, quanta felicità hai donato fin da subito a tutti, con i tuoi versetti, le tue smorfiette e i tuoi sorrisi così luminosi!
Sei arrivata dopo una gravidanza difficile e complicata da tanti problemi di salute della tua mamma. Io, come padre di lei, ero preoccupatissimo, specialmente dopo che le avevano detto che rischiava di giocarsi il fegato: eppure lei ha tenuto duro, e non ha mai, neppure per un momento, rinunciato a te.

Alla fine sei arrivata e la gioia della tua mamma era incontenibile: francamente non credo che una bambina possa essere più desiderata di quanto lo sei stata tu. E, onestamente, non penso che a te sarebbe potuta capitare una mamma migliore: attenta e precisa nella gestione delle necessità pratiche, ma anche sentimentale e capace di dare amore ed emozioni senza limiti. Certo, è un po’ testarda, ma sono convinto che questa sua cocciutaggine possa soltanto venire a tuo vantaggio: non credo che esista nessun ostacolo che possa distogliere tua madre dal difenderti, dal trovare le soluzioni per te migliori, dal cercare la tua felicità. Però ti avverto: la tua mamma ha anche solide convinzioni morali, sa distinguere quello che è bene da quello che è male, ed è attenta a tutte le regole, nella lettera e nello spirito; prevedo epici scontri quando, un po’ più grandicella, farai certe richieste non proprio “opportune”. E stai attenta, lei è intelligente e conosce già tutti i trucchi e le scappatoie. Difficilmente riuscirai a “farla su” come lei, da piccola, faceva con me. Naturalmente io, fedele alla missione di nonno, prenderò sempre le tue parti, ma sappi che, il più delle volte, la ragione sarà invece dalla parte della mamma.

Ti confesso che inizialmente avevo dei dubbi sul tuo papà: è molto chiuso, parla poco ed è difficile capire quello che pensa. Poi l’ho visto lavorare per sistemare la tua casetta ed ho capito: lui non parla inutilmente… Costruisce. Costruisce tutto: case, mobili, impianti, computer… Anche lui testardo, ha avuto la forza di rinunciare al suo paese, alla sua lingua, agli amici e ai parenti per cercare fortuna in un paese straniero, così diverso dal suo. Quando, appena nata, l’ho visto prenderti in braccio per accudirti, mi sono definitivamente convinto: ti maneggiava con la delicatezza riservata a un cristallo prezioso di Boemia, eppure con abilità e destrezza, per non farti prendere freddo, per farti stare bene subito. E ti guardava con gli occhi da “pesce lesso” tipici dei padri innamorati. L’ho capito benissimo: il tuo papà è senz’altro la persona più adatta per costruire il tuo futuro, con decisione e con affetto, come tu meriti.

Bellissima nipotina mia, sei vittima di questa prova durissima e feroce e stai sopportandone la parte peggiore. I tuoi genitori soffrono con te, ma questo dolore non scalfisce minimamente la loro unione, anzi la rende addirittura più salda: quando tutto questo finirà, e non potrà che finire bene, tornerai ad avere una mamma, C, ed un papà, I, che ti adoreranno e ti sapranno far crescere nel migliore dei modi.

Un bacio affettuoso
Nonno G

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