questo blog…

Questo blog nasce dalla necessità di iniziare a parlare di quanto stiamo vivendo, sia per cercare di tenere a bada il dolore, sia perché in internet non ho trovato alcuna traccia di altri genitori che, come noi, siano stati ingiustamente accusati di maltrattamenti.

È un’accusa talmente infamante che, comprendiamo bene, è avvilente e complicato parlarne. È più facile “scagliare la prima pietra” e giudicare qualcuno colpevole sin dal primo sospetto: quando cadi nell’ombra, nella terra di nessuno di un’accusa infondata e scegli di parlarne apertamente – contando che chiunque possa vedere chiaramente che l’accusa non corrisponde al vero – abbiamo scoperto presto che è possibile scorgere chiaramente la nascita del seme del dubbio negli occhi dei tuoi interlocutori.

È stato atroce vedere la nostra piccola rischiare la vita e non poter fare niente. È stato allucinante cercare qualsiasi tipo di fonte di infezione o allergia o problema che potesse aver provocato le crisi epilettiche. È stato pesante cercare di ripercorrere una gravidanza problematica alla ricerca di possibili cause, dall’aver fumato qualche sigaretta all’aver mangiato un gelato o un frutto di troppo, aver toccato un cucciolo di gatto, portato fuori i cani… E poi. E poi si è arrivati al delirio della lettura del referto della risonanza magnetica.

È stato davvero tutto molto strano.
Sei certa di non aver fatto un qualcosa di semplicemente impensabile, eppure di fronte a te medici ed esperti ti dicono che è sicuramente accaduto. Quindi chi è stato?
Sono stati momenti atroci. Prima il non capire cosa si cercasse esattamente, e quindi cadere in un vortice di dubbi – dalle scosse della carrozzina sul pavé stradale all’averla ninnata, a se era corretto come la tenevamo, cercando di ricordare se avesse mai seppur lievemente battuto la testa… Niente. Episodi che i medici hanno definito irrilevanti.

E poi il dubbio: quante coppie sono chiamate a fidarsi dell’altro di fronte ad un’accusa penale? Eppure, una mamma è sempre stata certa dell’innocenza di papà, e lui sempre certissimo di lei. Non sappiamo cosa abbia avuto la nostra bimba e vogliamo a tutti i costi stabilirlo.

Per esperienza personale di entrambi, la medicina non è una scienza esatta.

Dicono che abbiamo “scrollato” nostra figlia, e non è vero.
Ci hanno detto che sarebbe rimasta cieca e sorda e sicuramente ritardata, invece vede, sente e riconosce.
Può darsi avrà problemi in seguito, sicuramente sarà una bambina “speciale” e certamente lo sarà sempre e comunque per una mamma e un papà.

Ci è sempre importata solo la sua felicità – che non provi dolore o delusioni, che non debba soffrire – qualsiasi risultante avrà ciò che le è accaduto noi riusciremo a fare fronte.
Per noi è e sarà sempre la nostra bimba.

Già, ma allora che cos’ha?
Cosa ha avuto?
Potrebbe accadere di nuovo?
È qualcosa che dipende da noi a livello genetico?
È qualcosa che ho sbagliato durante la gravidanza?
Possiamo aiutarla in qualche modo?
Ci sono terapie e aiuti che possano allenare la parte del cervello che ha subito dei danni?

E dentro al nostro cuore, ad ogni ora del giorno, l’ultima domanda, la meno importante forse, ma la più difficile: tornerà mai da noi?

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