seduta

Sei bellissima e diventi ogni settimana più bella, più dolce, più biricchina.

Ieri per la prima volta ti abbiamo vista stare seduta tutta da sola, è stata un’emozione indescrivibile. E parlotti anche, e sorridi, e ridi. Mi ascolti seria quando parlo, rapita. Fai i capricci perché non vuoi addormentarti e un enorme sorriso quando ti risvegli e ci riconosci.

Tra poco compirai nove mesi. Forse dirai per la prima volta “mamma” a qualcuno che non sono io. Ed io e tuo padre siamo innocenti.

C’è qualcosa di così fortemente ingiusto e sbagliato e impossibile da accettare in tutto questo che… Toglie il respiro. Come quando ti portano via da noi, dopo le nostre quattro ore settimanali, ed io mi sento ogni singola volta come se mi venisse tolta l’aria sempre di più sempre più forte, prima erano crampi allo stomaco come una specie di pugno ed ora sono le ginocchia che cedono e sentire in lontananza una specie di verso da animale e capire solo dopo qualche minuto di essere io stessa a produrlo. Il suono di una madre cui viene tolta la figlia. E poi metto un piede dietro l’altro e mi incammino per tornare alla nostra vita senza di te: tuo padre con gli occhi rossi e gonfi di lacrime mi stringe forte la mano, mi sussurra che andrà tutto bene. Non so se andrà tutto bene, bimba mia.

Eppure dobbiamo resistere: la nostra innocenza verrà a galla, dobbiamo continuare a crederci anche se è sempre più doloroso fare fronte ad un dolore così grande che mai e poi mai avresti pensato di poter stare così per qualcuno.

Io so che capisci più di quanto si possa supporre. So che fai i capricci per dormire perché hai paura di svegliarti e non trovarci più. Lo leggo nei tuoi occhi, perché sono la tua mamma: papà dice di no, papà dice che sei ancora troppo piccola per ricordarti, per sapere di noi. In fondo, hai solo 8 mesi. Eppure io credo sia così e la cosa che mi stringe di più il cuore è proprio immaginare quel momento in cui ti accorgi che noi non siamo più al tuo fianco.

In questi mesi ho deciso che non perdonerò. Quando tornerai da noi procederò per vie legali affinché alle persone che hanno la responsabilità di tutto questo divenga noto, inequivocabilmente, che hanno fatto un errore: che poi facciano i conti con la loro propria coscienza e col loro senso di giustizia.

Amore mio bellissimo, dei tuoi 8 mesi ne hai passati con noi solamente 3. Siamo allo stremo delle forze e non si sa per quanto ancora dovremmo resistere. Ogni volta che ti lascio porti via un pezzo del mio cuore, non so se mi verrà mai reso, quando esco da quella stanza – il luogo “neutro” – mi sento come se avessi perso 10 anni di vita.

Nessuno merita tutto questo e farò tutto quello che è in mio potere per non permettere che accada mai più, a nessuna famiglia.

Ti amiamo molto e ti pensiamo sempre
Un bacio sul nasino dalla tua mamma e dal tuo papà :*

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PFI • Protezione alle Famiglie Innocenti

Durante questi mesi di ricerca abbiamo rintracciato numerose fonti, più o meno affidabili, riguardanti quanto ci sta accadendo. Stranamente, nulla in lingua italiana: questo ci turba per svariati motivi, primo tra tanti che chiunque nel nostro paese stia vivendo questo terribile incubo rimane isolato da altri.

Vi prego, se siete a conoscenza di un’associazione italiana che si occupi dei casi di diagnosi sospette di Abusive Head Trauma, comunicatecelo tempestivamente.

Il miglior sito in termini di divulgazione, precisione nella raccolta fonti medico-scientifiche e casistica è americano, si chiama Sui Bimbi Scossi. Viene gestito da una persona meravigliosa, Sue Luttner, che è anche principale riferimento per l’associazione Protecting Innocent Families.

Purtroppo è in inglese. Cercherò di tradurre quanto più possibile per aiutare coloro che si trovassero in difficoltà e che, nella confusione di capire esattamente cosa cercare, non riescano ad informarsi adeguatamente in una lingua non familiare.

Intanto, se desiderate sostenere l’iniziativa, cliccate qui per firmare la petizione.
Più siamo più riusciremo a far sentire la nostra voce.

Potrete rintracciare gli articoli tradotti dalle varie pagine tramite le tag e le categorie PIF, OnSBS e Sue Luttner.

 

preoccupazioni

Oggi finalmente potremo vedere nostra figlia, dopo due settimane.
Ieri ci hanno comunicato che si trova ancora in ospedale e non ci hanno detto il perché.

Hanno parlato di controlli e di logopedista e tutto ci sembra molto strano perché, fin tanto che avevamo potuto vedere la piccola quotidianamente, la fisioterapista aveva dichiarato che aveva completamente recuperato il ritardo rispetto ai coetanei, e anche la neuropsichiatra era ottimista.

Cosa è cambiato? Cosa sta succedendo?

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l’istante

L’istante in cui ho capito che stavi male, tanto, tanto male, è stato uno dei più terribili di tutta la mia vita.

Ricordo ogni secondo e ogni attimo come se fossero amplificati, soprattutto la distanza fra di noi, il vuoto tra le mie braccia: prima eri sempre insieme a noi e poi…
Poi c’erano fili e tubicini e bisognava cercare di farti stare il più calma possibile…
Poi bisognava lasciarti salire sull’ambulanza sulla quale non potevamo stare tutti.

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